Asilo nido per cani a Firenze

Amore, servizi, alimenti ed accessori

L'Europa ha detto sì alla libertà di circolazione dei nostri amici a quattro zampe , modificando la normativa esistente, nell'intento di semplificare e agevolare gli spostamenti all'interno dei Paesi che ne fanno parte.

Un grande ed importante punto d'arrivo, un nuovo inizio, un riconoscimento.

Recentemente, il Parlamento Europeo ha approvato una normativa che integrerà, tra 18 mesi, ovvero al momento della sua effettiva entrata in vigore, quella attualmente vigente, il Regolamento 998/2003 (modificato il 30 marzo 2004).

Infatti, il passaporto per i nostri grandi amici è divenuto obbligatorio dal 01 ottobre 2004 e viene rilasciato dai servizi veterinari dell'ASL competente sul territorio come espressamente previsto all'art. 5 di detto Regolamento. 

Il dato statistico ha certamente aiutato l'adozione di misure che agevolano i viaggi con i propri animali: 66 milioni di cani e 64 milioni di gatti in tutta l'Unione Europea.

Peraltro, in alcune nazioni limitrofe, la legislazione prevede ed assicura maggiori diritti per gli animali domestici.

A questo proposito, Ruben desidera, in questo articolo, raccontarvi la sua esperienza di piccolo viaggiatore munito di regolare passaporto ove, in aderenza alle normativa citata, è indicato (i) il numero del  suo  microchip e (ii) la certificazione dell'annuale vaccinazione antirabbica (da effettuare almeno ventuno giorni prima della partenza).

Ogni estate Ruben gode del sole e del mare della Francia, paese notoriamente animal friendly, dove i nostri cani hanno libero accesso ovunque, dalle spiagge ai ristoranti, e bellissime aree dove giocare. D'altronde, è stato proprio dopo un'estate passata in Francia, dove tutto è possibile è niente è vietato per i nostri amici, che mio marito ed io abbiamo deciso di adottare un cane.

Tra un anno e mezzo, un nuovo orizzonte legislativo si aprirà, e sarà più semplice viaggiare con i nostri animali da compagnia e poter condividere con loro la felicità di una vacanza all'interno dell'Unione Europea.

In ultimo, anche oggi, Ruben ed io vi lasciamo con una frase di un grande scrittore : <I cani sono il nostro tramite con il paradiso... sedersi con un cane su di una collina in uno splendido pomeriggio è come tornare all'Eden, dove non fare nulla non era noioso - era la pace> (Milan Kundera).

        

Avv. Laura Cecchini

E' arrivata l'estate, almeno sul calendario, e con le belle giornate inizia il periodo delle gite fuori porta.

In proposito, oggi, cari lettori, io ed il mio Ruben desideriamo ricordarVi alcune norme di comportamento per i vostri viaggi in auto.

Il Codice della Strada , all'art. 169 al comma 6 prevede espressamente : <Sui veicoli diversi da quelli autorizzati a norma dell'art. 38 del decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320, è vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e comunque in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida. È consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri>.

La disposizione sopra riportata consente il trasporto dei nostri animali stabilendo delle condizioni da non dimenticare: (i) apposito gabbia, (ii) rete divisoria dal vano conducente, oppure (iii) legati sul vano posteriore con adeguata cintura di sicurezza.

Nel caso di violazione delle suddette condizioni di trasporto il comma 10 dell'art. 169 stabilisce una sanzioneamministrativa che condanna il trasgressore al pagamento di una somma da euro 84 a euro 335 con la possibilità di decurtazione di un punto della patente.

In conseguenza, pertanto, prima di ogni gita, occorre predisporre con diligenza le opportune cautele.

In ultimo, Ruben vuole rammentare a tutti i padroni di animali che: <Quando si sceglie di vivere con un cane, è per sempre. Non lo si abbandona. Mai. Mettetevelo bene in testa, prima di adottarne uno> (D. Pennac).

        

Avv. Laura Cecchini

“Vicinitas est mater discordiarium” (la vicinanza è la madre delle discordie): non solo un noto aforisma giuridico bensì una grande verità.

Vivere in un condominio comporta il rispetto di regole, che dovrebbero rispondere al  principio cardine del buon vivere civile, ovvero, primariamente, alla tolleranza.

Ebbene, non sempre è stato così, anche ed in particolare per i possessori di animali domestici ma....... domani è un altro giorno!

Infatti, proprio dal 18 giugno 2013 entra in vigore la Legge n.220/2012 la quale ha apportato significative modifiche alla disciplina del condominio negli edifici introducendo un'importante novità per i nostri amici a quattro zampe.

Ebbene, all'ultimo comma dell'art. 1138 Cod. Civ., rubricato “regolamento di condominio”, è espressamente disposto che <Le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali>.

La norma in esame, riconosce e garantisce la facoltà di poter tenere il nostro amico domestico nel proprio appartamento, in quanto il Legislatore ha riconosciuto, implicitamente, che la previsione di un simile divieto contenuto nel regolamento condominiale realizzasse una vera e propria mutilazione del diritto di poter godere del proprio bene immobile.

In conseguenza, pertanto, a decorrere da domani, una eventuale clausola di un nuovo regolamento condominiale che vieti il possesso o la detenzione di animali domestici nella propria casa è da ritenersi nulla.

Tuttavia, la questione rimane aperta per i regolamenti condominiali, ad oggi, esistenti, ove risulti codificato un simile divieto.

In assenza di norme transitorie, stante la vigenza nel nostro ordinamento del principio della irretroattività delle Leggi, rimane, allo stato attuale, legittimo il divieto in esame  se previsto nei regolamenti già in essere.

Tanto premesso, è indubbio che qualora il regolamento, già in vigore prima della suindicata fonte, abbia natura assembleare, le disposizioni ivi contenute potranno essere eliminate e/o modificate con una delibera che rappresenti la maggioranza dei condomini. Se, diversamente, il regolamento ha natura contrattuale, ovvero il suo contenuto e la sua applicazione è stata deliberata con il consenso unanime di tutti i condomini, per far decadere il divieto di cui si tratta sarà necessaria sempre l'unanimità.

In ogni caso, è certo che con il riconoscimento operato dal Legislatore, il diritto di poter vivere e condividere ogni momento della vita con il nostro amico a quattro zampe sta prendendo realmente forma e protezione.

In ultimo, anche oggi, è mio desiderio concludere questo articolo, ispirato e sempre interamente dedicato al mio Ruben, con questa celebre e quanto mai vera citazione: <Chi non ha mai posseduto un cane, non può sapere che cosa significhi essere amato> (Schopenhauer).               

 

Avv. Laura Cecchini

Passeggiando per le vie della nostra città con il mio Ruben, bassotto nano di quattro anni, vedo e leggo con comprensibile stupore sulle vetrine di alcuni esercizi commerciali la presenza di adesivi che riportano la frase “Io non posso entrare”.

Ebbene, cari lettori, questa scritta è illegittima ovvero è contraria a quanto disposto all'art. 21 della Legge Regionale (Toscana) n. 59/2009 rubricata “Norme sulla tutela degli animali”.

Il dettato normativo della disposizione sopra citata è chiaro laddove al comma 1 afferma e riconosce che <I cani, accompagnati dal proprietario o detentore, hanno accesso a tutti gli esercizi pubblici e commerciali nonché ai locali ed uffici aperti al pubblico presenti sul territorio regionale>.

E' evidente, come è vero, che se Ruben non è il benvenuto sono la prima a non voler entrare in un negozio ma è dovere di ogni padrone conoscere la Legge per impedire il ripetersi di condotte e scritte ingiustificatamente discriminatorie nei confronti dei nostri fedeli amici a quattro zampe.

La norma in esame, al secondo comma, stabilisce le modalità di accesso, che corrispondono alle regole del buon vivere civile: <I proprietari o detentori che conducono i cani negli esercizi, locali, ed uffici di cui al comma 1, sono tenuti ad usare sia guinzaglio che museruola qualora previsti dalle norme statali, avendo cura che i cani non sporchino e non creino disturbo o danno alcuno>.

Non vi è dubbio, che se sono rispettate le misure sopra descritte, non potrà essere vietato l'accesso al vostro cane anzi........sarà lui a scegliere se vuole entrare!!

Solo ed esclusivamente in ipotesi adeguatamente motivate, previa istanza al Sindaco, come previsto al quarto comma dell'art. 21, possono essere stabilite delle deroghe alla libertà di accesso ma, in questo caso è Vostro diritto richiedere l'autorizzazione alla adozione della misura limitativa.

In ultimo, è mio desiderio concludere questo primo articolo di “Legally Dog”, interamente dedicato al mio Ruben, con questa illustre e significativa citazione: <La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali> (M. K. "Mahatma" Gandhi).

 

Avv. Laura Cecchini

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